torna al menù Fanfic
torna indietro

MANGA.IT FANFIC
Categoria: Manga e Anime
Dalla Serie: One Piece
Titolo Fanfic: LA VOCE DELLA COSCIENZA
Genere: Sentimentale
Rating: Per Tutte le età
Autore: ino-the-demon galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 04/09/2006 12:27:56

dal concorso zonami di shaina con furore, eccomi, la terza classificata!c`era una volta venezia, l`inizio di una grande avventura..e di un`amore vero
 
Condividi su FacebookCondividi per Email
Salva nei Preferiti
   
1
- Capitolo 1° -

Ino-the- demon presenta…….:


le cosienze dei nostri amici cantano le loro meravigliose avventure, e come tutto inizò, in questo fetido e bellissimo mondo reale, lontano anni luce dalla fantasia eppure vicino, incredibilmente vicino...c'era una volta un piccolo pirata gommoso e i membri della sua ciurma fuori dall'ordinario, vite lontae o vicine ma comunque destinate ad incontrarsi. spero ke vi piaccia..commentateeee! baci a tutti!

La voce della coscienza

Coscienza di Nami
Mi conosci, non è così? Mi hai già sentito mille volte rimbombare nella tua testa, ma quasi mai mi hai ascoltato…sono quella voce che ti segue ovunque vai, quella brezza gelida alla quale non puoi sfuggire. Sono dentro di te, la voce della tua coscienza. Dalla mia postazione nel tuo cervello ti osservo impacchettare le tue cose, Nami, ti guardo mentre conti le tue monete dorate in quel sottotetto impolverato: un raggio di sole entra dal lucernario, misto alla maledettissima puzza dei canali che ristagnano, nei vicoli più scuri di Venezia. Alzi la testa rossa. Il collo sottile scivola tra le spalle, le braccia bianche si muovono in quella luce un po’ opaca. Il tuo sorriso splende nella gioia di una nuova giornata. Quel raggio di sole ti sembra quasi un miracolo, un buon segno. Comici a canticchiare e io ti rassicuro, con la mia presenza che sembra uno spiffero: oggi ti è andata male, ma domani andrà meglio!
Sono una coscienza nera come la pece, con riflessi rossi di gioia di vivere: d’altra parte appartengo alla più nota e affascinante ladra che si sia mai aggirata tra le calli!Sono una coscienza immodesta e spiritosa, forte e selvatica come una volpe…
Ti raccogli le sottane infili tutto in una bisaccia di pelle scura che ti metti al collo. La porta si spalanca, Sanji fa irruzione passandosi una mano fra i capelli biondi: - la mia disonesta amica... Ciao dolce fiore delle infami! – Saluta poco rispettosamente. Mi infiammo, ti metto in bocca parole acide: – Parla lui! E tu saresti onesto vero, razza di sciupafemmine che non sei altro? Oh, ma uno che ha visto tutta Venezia senza mutande non si degna di parlare gentilmente ad una ladruncola come me! E quando dico tutta Venezia intendo proprio tutta, uomini e donne!- la tua mano sbatte contro la fronte del dongiovanni. Lo scintillio delle poche monete che ti sono rimaste nel pugno gli ricorda perentorio che sei tu che sfami le sue scorribande, compri cibo che lui possa cucinare per voi, famiglia allargata che abita quel malridotto scarto della più bella città del mondo.
Sanji si dirige verso l’angolo cottura, sfiora con affetto i fornelli di ceramica, la brocca sbeccata e i suoi coltelli luccicanti, ghigna.
- Mon amour, sei nervosetta oggi?-chiede,con una sfumatura premurosa nella voce. Afferra un coltello, si passa la lama sul palmo della mano. Gracile, tutto gambe, questo ragazzo è il tuo angelo custode, ti protegge dalle durezze del mondo.
-Sono nervosetta sempre!- rispondi quasi strillando, poi infili la porta e te ne vai. Forse questa volta ho esagerato…ti mordicchio un po’ il fegato, faccio in modo che tu torni sui tuoi passi e riapra la porta.- Scusa San. E’ che siamo in bancarotta! E come al solito il giornale costa troppo!-abbai a mo’ di pretesto. Tanto lo sappiamo tutti che le tue ricchezze le spendi quasi esclusivamente in vestiti!
Il cuoco donnaiolo annuisce, paziente. Sa come sei fatta. Poi ti osserva bene e conclude.- Mon amour, sei fantastica con quell’abito-. Tu scuoti la testa. Lo sai. Te l’ho già detto due volte stamattina, mentre davanti a quello specchio impolverato volevi a tutti costi cambiarti e vestirti da uomo, coi calzoni e quella bianca parrucca pidocchiosa. L’era della pirateria, della tratta degli schiavi, l’era dei re, non ha bisogno di ulteriori bruti, di altri omaccioni disgustosi, bensì di donne meravigliose come te.
Esci di nuovo, questa volta senza sensi di colpa. Passi davanti a casa sua. Maledetto riccastro, ti sibilo in un orecchio. Ti fermi sotto la finestra, guardi in su. Zoro ha i capelli verdi e gli occhi nocciola, si sporge fino alla vita dalla finestra della sua lussuosa abitazione. I muscoli guizzano sotto la pelle abbronzata, una lunga cicatrice gli attraversa il petto- cadi, bastardo!- gli auguri di tutto cuore. Non posso sopportare quel borioso, lo odio e lo faccio odiare anche a te. Dietro di lui vedi la sua stanza, appese al muro tre spade meravigliose, altro che i coltellacci da sbudellatore di Sanji… roba da sfondati, pieni di soldi. Guarda il cielo, lo sbarbatello, come aspettandosi che da lì piova la sua fortuna. Come se già non ne fosse pieno fino alla punta delle orecchie, ti costringo a pensare.
Lo saluti- Come mai non sta dormendo, signore?-.
-Perché mai dovrei dormire, signorina?- ti chiede perplesso.
- Perché non fa altro che pisolare tutto il tempo ed è ricco da far invidia a Mida, signore, mentre io mi sbatto tutto il giorno qua è là e non racimolo mai abbastanza per averne d’avanzo!La sento russare ogni sacrosantissima volta che passo di qui, veda di non prendermi in giro!-
Il ragazzo ti butta giù una moneta d’oro, come per farti stare zitta.- Adesso gradireste andarvene, signorina?sto riflettendo, allenando la mia mente!-
Con mira infallibile gli scagli la sua lurida moneta in fronte. Lo conosci, questo bel tipo, e non ne vuoi sapere della sua elemosina, per quanto generosa possa essere. Questa mossa te l’ho suggerita io. Gongolo.
Brava la mia bambina, come al solito ha fatto centro!
Non saluti il ragazzo e te e vai ancheggiando. Sai che ti osserva, lo fa sempre, ogni volta che passi. Tiri i lacci del corpetto per stringerlo un altro po’. Tra poco dovrai fare la tua apparizione in pubblico e vuoi essere più appariscente che mai, già vedi Usop da lontano.. la sua figuretta magra si staglia contro un cielo un po’ nuvolo, ondeggia, si muove, mima azioni di un tempo che fu, è e sarà ancora.
E’ in piedi su una gondola che beccheggia in un canale un po’ meno lordo degli altri, è accerchiato da una massa di bambini a bocca spalancata.- E fu così il leggendario pirata Gold D. Roger affrontò impavido la morte, guardando la folla che a sua volta lo guardava. Occhi negli occhi urlò loro la sua sfida, e il suo tesoro, il suo immenso e luccicante tesoro è ancora nascosto da qualche parte, lungo la temibile Grand Line, la rotta che prima o poi risucchia ogni pirata che si rispetti. Perché bambini, è il mare che vi chiama, e non voi che decidete di essere chiamati da lui…shhh…shhhh- imita il rumore della risacca e poi tace, stendendo la mano. I bambini gli mollano una moneta d’oro ciascuno sul palmo teso e si dileguano strillando: - Io sono Gold Roger!- - no! Gold Roger lo faccio io perché sono il più grande e il più grosso!-
Il ragazzo nasuto prende in mano il remo e stacca lentamente la gondola dal suo piccolo paletto.
-E questa volta non ho mentito nemmeno un po’!- ti annuncia orgoglioso. Scuoti la testa, come il solito. Non gli credi. E’ora di pranzo, dovete tornare a casa: L’angelo dei fornelli vi aspetta affettando pesce con cura, ma diventerà un diavolo se solo arriverete in ritardo e il suo meraviglioso pasticcio sarà divenuto immangiabile.
Passate di nuovo sotto la finestra del signorotto, e tu ascolti Usop che ti spiega con la sua meravigliosa voce da narratore come Roronoa Zoro si sia fatto ricco, e come ora passi la sua monotona vita.

 
Continua nel capitolo:


 
  » Segnala questa fanfic se non rispetta il regolamento del sito
 


VOTO: (0 voti, 0 commenti)
 
COMMENTI:
NON CI SONO ANCORA COMMENTI, SCRIVI IL PRIMO! ^__-
 
SCRIVI IL TUO COMMENTO:

Utente:
Password:
Registrati -Password dimenticata?
Solo su questo capitolo Generale sulla Fanfic
Commento:
Il tuo voto: