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MANGA.IT FANFIC
Categoria: Manga e Anime
Dalla Serie: Naruto Shippuden
Titolo Fanfic: SHARK HEART (PRIMA VERSIONE NON REMASTERED)
Genere: Sentimentale, Romantico, Azione, Drammatico, Avventura, Erotico, Introspettivo
Rating: Vietato Minori 18 anni
Avviso: Shonen Ai, Yaoi/Slash/Yuri, Lemon, OOC
Autore: bebedb galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 15/08/2022 15:34:53 (ultimo inserimento: 21/08/22)

Kisame x Itachi
 
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LA TORTURA
- Capitolo 1° -

Kisame aveva passato tutta la notte in bagno con la faccia dentro il water a vomitarsi anche l'anima. Quel mascalzone di Itachi aveva usato lo Sharingan ipnotico contro di lui, suo amico e compagno di missioni da una vita, pur di farsi una scappatella con Naruto. Era stato veramente un vigliacco. La testa gli pulsava e sentiva la terra ondeggiarli sotto i piedi, non si ricordava chiaramente come fosse riuscito a tornare a casa. L'ultimo ricordo chiaro che aveva era Itachi che lo chiamava mentre lui stava combattendo con Naruto; quel biondino insolente si era nascosto e lui lo stata cercando. Non era da lui interrompere un combattimento prima di aver annientato l'avversario, ma Itachi aveva espresso il desiderio di tornare a casa con lui; era stato appena morso da un serpente e lui era veramente preoccupato, anche se non lo dava a vedere. Era solo una scusa per ottenere il contatto visivo, che vigliacco! Subito dopo aver guardato il suo amico aveva avuto l'impressione di stare incatenato a terra in una stanza con le pareti di metallo, poteva vedere dei pannelli rettangolari tenuti insieme da giganteschi bulloni; erano roventi, Kisame poteva sentire il calore cuocere la sua spessa pelle bluastra. Subito dopo la sua mente gli mostrava un meccanismo fatto di grosse ruote dentate di legno e cinghie di corda che si metteva in moto scricchiolando con sinistri rumori medievali. Il soffitto della stanza rovente iniziava a scendere lentamente su di lui e gli ci volle un po' prima di capire che era costellato di gigantesche punte, anche loro di metallo. Man mano che le punte si avvicinavano si rendeva conto che erano incandescenti, l'aria vibrava per l'effetto del calore. Un terrore che non aveva mai provato in vita sua si impadronì di lui, Kisame iniziò a urlare cercando di spezzare le catene che lo trattenevano di schiena a terra anche se, nel profondo della sua mente, già sapeva che era tutto inutile. Le punte scendevano con inesorabile lentezza fino a lacerargli la carne. Il dolore gli devastava il cervello e l'anima; subito dopo la scena si ripeteva in un loop micidiale: meccanismo che parte e punte che scendono fino ad infilzarlo, e così via...all'infinito fino a perdere la cognizione del tempo. Uscendo lentamente dall'illusione, Kisame aveva iniziato a sentire in modo ovattato il fresco della notte sulla pelle, dove in realtà si trovava il suo corpo; seguendo quella sensazione era riuscito ad uscire da quell'inferno.

“Accidenti a te, Itachi!”

Con la mente annebbiata e barcollante, era riuscito a tornare verso casa.

Uscito dal bagno, si chiese se avesse scaricato nel water anche le viscere. Si stese sul letto in preda al delirio, gli balenò il pensiero di Samehada e il dubbio di averla dimenticata nel bosco ma, anche se fosse, non era certo in pericolo, avrebbe lacerato le mani di chiunque avesse provato ad impugnarla, sarebbe tornato a prenderla.

“Samehada...” si lamentava forte Kisame agitandosi a ansimando “Itachi... Itachi mio!” e allungava la mano sinistra cercando quel corpo candido che di solito giaceva accanto a lui, ma trovava soltanto il vuoto e le lenzuola impregnate del suo sudore.

Alla fine si addormentò anche se era una sonno, costellato di incubi, di punte roventi, di dolore, di occhi neri e di rabbia.

Fu svegliato dalla luce del sole: i suoi occhi da squalo erano molto sensibili e infatti non sopportavano nessuna sorgente luminosa artificiale, per questo la sua casa era illuminata da torce a cui Itachi aveva conferito il potere di ardere all'infinito.

Si accorse di essere affamato, decise di alzarsi per mettere qualcosa sotto i denti dal momento che diventava pericoloso se non si nutriva tempestivamente.

Una lama di dolore gli trafisse il cuore: dove era Itachi? Perché, nonostante cercasse di fare sempre tutto per lui, non riusciva ad amarlo? Sperava che non fosse per colpa del suo aspetto. Era innamorato di Naruto probabilmente da tutta la vita; si era sempre fatto in quattro per lui e invece, alla prima occasione, era scappato con quell'insulso biondino.
 
Continua nel capitolo:


 
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