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Categoria: Originali (inventate)
Titolo Fanfic: ALDO L'ASINO SECCHIONE
Genere: Commedia, Avventura, Fantasy
Rating: Per Tutte le età
Avviso: Piccoli
Autore: strega12 galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 03/05/2021 22:47:27 (ultimo inserimento: 11/05/21)

Non tutti gli asini sono ignoranti
 
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UN LIBRO IN CASA
- Capitolo 1° -

Il sole stava per tramontare e la cena della famiglia Amiata era ormai pronta.
- Aldo, vieni a mangiare!
- Alvaro non è ancora arrivato, mamma!- protestò il giovane asinello senza distogliere lo sguardo dalla finestra.
- Gli lasceremo un po’ di paglia da parte. Ora siediti prima che si raffreddi tutto.- protestò suo padre e batté tre volte lo zoccolo sul tavolo.
Aldo sospirò sconsolato e si sedette al suo posto.
La mamma aveva preparato il suo piatto preferito, spaghetti di paglia con ragù di carote, ma lui si limitò a prendere la forchetta senza usarla, troppo occupato a guardare verso la porta, nella speranza di sentire il rumore dei passi di suo cugino che si avvicinava per bussare.
- Aldo Amiata, mangia la tua cena! Adesso!- lo riprese il signor Amiata battendo ancora più forte lo zoccolo.
Aldo sospirò sconsolato e iniziò a mangiare. Quando i piatti dei suoi genitori furono vuoti, lui era ancora a metà.
D’un tratto, qualcuno bussò alla porta e Aldo mangiò in fretta il resto del suo pasto per potersi alzare e andare ad aprire.
- Alvaro!- esclamò, ma non vide nessuno, tranne un pacco e un bigliettino sullo zerbino.
- Che cos’è quello, Aldo?- chiese la signora Amiata.
Aldo prese il biglietto e strizzò gli occhi mentre si sforzava di leggere scandendo le parole.

Scusa il ritardo. Ci vediamo domani.
Alvaro

Poi prese il pacco, lo scartò e ragliò di gioia.
- Che cos’è quello?- chiese la signora Amiata.
- È il libro di matematica di Alvaro!- esclamò Aldo e mostrò un libro dalla copertina blu con la scritta bianca Matematica ai suoi genitori.
- Oh no, di nuovo! Aldo, ne abbiamo parlato tante volte! Perché insisti con questa storia dell’istruzione? Tu sei un asino, non ti serve saper leggere e scrivere, ti bastano questi per costruirti una vita dignitosa!- si lamentò il signor Amiata mostrando con orgoglio i suoi zoccoli consumati e sua moglie lo imitò.
- Papà, mamma, a me piacciono i libri, sono pieni di cose interessanti e mi fanno stare bene.- disse Aldo e andò in camera sua per leggere il libro.
Era pieno di tabelle con tanti numeri che facevano volare l’immaginazione di Aldo, come se fossero i gradini di una scala che lui saliva uno alla volta, usando tutti e quattro gli zoccoli. Da più di un anno, sapeva leggere i numeri, ma quando Alvaro gli aveva parlato per la prima volta delle tabelline, era rimasto affascinato. Al momento le sapeva a memoria fino a quella del cinque, ma grazie a quel prezioso libro, avrebbe potuto copiare anche quelle dal sei al dieci e studiarle da solo.
Il mattino dopo, quando sua madre lo chiamò per la colazione, si svegliò con mezzo libro attaccato al muso.
Si era addormentato mentre si sforzava di studiare la tabellina dell’otto, che per lui era la più faticosa da imparare.
Dopo aver liberato un enorme sbadiglio, Aldo andò a mangiare la sua ciotola di erba con una pallina di sale a parte e poi raggiunse suo padre.
Il lavoro dei due asini consisteva nel raccogliere acqua dal loro grande pozzo, versarla dentro dei grandi secchi e portarla a tutti gli abitanti del loro piccolo villaggio, per poi tornare la sera e raccogliere quelli che erano stati lasciati vuoti fuori dalle case.
Quel giorno dovevano raccogliere cinquanta secchi.
Data la giovane età, Aldo si occupava di portarli al villaggio guidando un vecchio carretto e faceva avanti e indietro ogni giorno per due volte, ma per lui non era un problema.
Solo in questo modo, poteva parlare un po’ con suo cugino prima di lasciarlo andare a scuola.
- Buongiorno, figliolo!- lo salutò il signor Amiata e afferrò una delle carrucole, in attesa che Aldo prese l’altra.
Da quando aveva raggiunto l’età giusta per aiutare suo padre, si lavorava più velocemente e si risparmiava anche un po’ di tempo per aiutare la madre nelle faccende domestiche.
Con il passare del tempo le richieste d’acqua erano aumentate e questo permetteva alla famiglia di vivere adeguatamente, ma ad Aldo non bastava.
Da quando Alvaro aveva iniziato la scuola elementare del villaggio, ogni volta che si fermava a casa sua per lasciargli un secchio pieno, lo guardava unirsi agli altri giovani animali per raggiungere l’edificio più grande del villaggio e immaginava di essere anche lui uno studente.
Quando esprimette questo desiderio il giorno del suo sesto compleanno, Alvaro fu l’unico a non ridere, a differenza dei suoi genitori e zii.
 
Continua nel capitolo:


 
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