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Categoria: Manga e Anime
Dalla Serie: Naruto Shippuden
Titolo Fanfic: TOKYO UNDERGROUND
Genere: Azione
Rating: Per Tutte le età
Avviso: Lemon, OOC, AU
Autore: omega91 galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 29/09/2012 21:10:42 (ultimo inserimento: 24/08/14)

Quando il giorno diventa notte, Tokyo cambia e diventa un nuovo mondo: la reputazione si crea nelle competizioni sulle strade!
 
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STREET RACER
- Capitolo 1° -

BEEP BEEP BEEP.
Quell'aggeggio non era stato costruito per dare la sveglia a un orario preciso, come i venditori volevano far credere, ma solo per sfinire la gente di primo mattino e fargli già cominciare male la giornata. Il ragazzo coricato sotto le coperte ne era convinto ogni giorno di più, tutte le volte che quel suono lo costringeva a svegliarsi e ad allungare la mano alla cieca come un automa, sapendo che non avrebbe mai smesso da solo. Lo mise a zittire e osservò il lampeggiante 7:00 rosso sul display, appurando che era veramente la maledetta ora di mettersi in piedi.
Si costrinse ad alzarsi e poggiare i piedi per terra, urtò una birra per metà vuota, facendo cadere la bottiglia e versando quel poco contenuto rimasto.
<< Grandioso, Naruto. La prossima volta impari a mettere in ordine la sera prima >> si riprese mentalmente.
Mentre diede una veloce passata di straccio pensò che l'idea di fare colazione gli dava la nausea, sentendo ancora le scodellate di ramen della sera precedente rimaste sullo stomaco. Mandò giù solo una tazza di caffè, quel che bastava a restare sveglio, non gli andava di far sembrare al signor Teuchi di essere uno zombie e poi lasciarsi incitare a riprendersi. Sì, dopo poteva farsi lui un bel viaggetto su un motorino scassato per attraversare tre quartieri di Tokyo, glielo avrebbe volentieri fatto presente se non avesse rispetto per lui, e poi gli servivano i cinquantamila yen di paga per saldare l'affitto del monolocale, a comprarsi il vitto e i solo i Kami sapevano cos'altro, neanche si ricordava quante spese avesse ogni mese. Questa era la fregatura che c'era quando avevi un po' di soldi in tasca e l'idea idiota in testa di poter andare a vivere da solo appena finiti gli studi.
Uno schifo di vita, l'indipendenza, ma probabilmente l'attesa valeva tutte le fatiche. Dal cassetto tirò fuori il borsellino a forma di rana, la cui bocca si aprì con uno scatto e rivelò i sudati risparmi: trentamila yen. Tra due giorni, massimo tre, sarebbe arrivata la paga e avrebbe raggiunto la cifra che gli serviva. Aspettare era stato estenuante ma si ripeté che ne era valsa la pena, non mancava più molto e presto avrebbe potuto dare una marcia in più alla sua vita (era davvero il caso di pensarla in questi termini).
Uscì dopo essersi messo addosso le prime cose che trovò. Badò bene a chiudere la porta e scendere le scale facendo il minimo rumore, deciso a evitare l'incontro più spiacevole che potesse fare di prima mattina. Percorse il pianerottolo e se possibile si rese ancora più silenzioso nel momento di girare l'angolo, poi si sporse e constatò che la prima porta del passaggio era chiusa, momento più che mai migliore per andare e di cui approfittò. Raggiunse le scale e seppe di avercela fatta nel momento in cui scese in strada, ora non restava altro da fare che entrare nel vicoletto, prendere il motorino e andarsene. Il momento sarebbe stato idilliaco, se solo proprio da quel vicolo non fosse sbucato il signor Watanabe che aveva appena svuotato il bidone della spazzatura.
<< Venerdì, cazzo! >> si ricordò troppo tardi Naruto << Lo svuotamento dell'immondizia! >>
Doveva essersi scordato l'unico giorno della settimana - a parte il martedì - in cui Watanabe usciva di prima mattina per liberare i bidoni.
<< Bella cretinata, Naruto >> pensò ancora << adesso lo senti. >>
Così ora eccolo davanti, pancia corpulenta, braccia grosse, baffetti a malapena definiti, pelato e corrucciato come al suo solito quando era consapevole che l'affitto era in ritardo. E proprio come aveva detto, adesso lo sentiva.
"Che pensavi, ragazzo, volevi defilarti?" cominciò subito con la voce grossa. Pensava che potesse incutere timore solo perché aveva il fisico di un macellaio - che effettivamente era - "Ti devo proprio ricordare io che mi devi pagare il mese già da una settimana?"
"E dai, Watanabe-san, mi pagano giusto martedì, non può aspettare solo qualche giorno?"
"Ma a chi credi di prendere per fesso, eh? Con la paga che hai, vuoi farmi credere che non hai poco più di trentamila yen per l'affitto di un semplice monolocale? Cos'è, butti via tutti i soldi a feste o ragazze di strada?"
Come se a lui fosse tenuto dover rendere conto dei propri soldi! Ma questo non lo disse, doveva cercare di risolverla presto e bene, era già in ritardo.
"Senta, che le costa aspettare? Aspetti solo fino a martedì e chiudiamo la storia, no?"
"No, non credere che stavolta te la passi con tutta questa facilità. Se non hai trentamila yen, dammi anche solo un acconto e martedì il resto. Diecimila per adesso, e sono generoso."
"Die... ma chi si crede di essere, un gangster?"
Questa gli uscì di getto e senza neanche pensarci, pensando ai suoi risparmi che venivano intaccati per una scemenza simile e che non avrebbe riavuto tanto presto quei diecimila yen mancanti, così come il resto che avrebbe dovuto pagare dopo. La battuta fu controproducente e fece solo irritare l'affittuario, che avanzò un passo per mettere in risalto la sua stazza.
"No, solo un affittuario che sta per incazzarsi e che, ti ricordo, è anche un macellaio." la minaccia era ovviamente vuota, giusto per spaventare "E aggiungerei che ti sbatte subito fuori dal suo monolocale a calci in culo se non ti decidi. Allora che vogliamo fare?"
E cosa si poteva fare? E dire che gli sarebbe bastato solo aspettare lunedì, il vero giorno in cui l'avrebbero pagato, contrariamente a quanto aveva detto al signor Watanabe per temporeggiare di un giorno. Se solo fosse andato tutto bene, altro che affitto! Tuttavia, visto che non si poteva insistere sulla cosa, dovette arrendersi. Frugò nella tasca e tirò fuori un pezzo da cinquemila.
"Le do gli altri quando torno, ora non ce li ho qui." << E intanto pulisciti quel grosso culo con questi, lardone schifoso! >>
"Guarda che non mi fai fesso, più tardi ti vengo a cercare" promise e oltrepassò il ragazzo, che lo mandò all'inferno mentalmente e si addentrò nel vicolo.
Come aveva immaginato, la giornata cominciava male. Almeno il motorino gli fu comunque amico e partì senza troppi dei soliti lamenti quando doveva mettersi in moto, consentendogli così di muoversi con più facilità nelle strade affollate di Tokyo. Questo gli consentì di recuperare il lieve ritardo causato dal signor Watanabe e arrivare solo poco dopo il solito orario. Entrò nel locale e trovò Ayame già in divisa da lavoro dall'altra parte del bancone. La ragazza - un concentrato di gioventù, esuberanza e tanta voglia di fare - salutò Naruto a suo modo quando lo vide entrare.
"Leggermente in ritardo, eh, Naruto-kun?" ridacchiò.
"Capirai, chi volete che venga ad appesantirsi di ramen alle otto di mattina?"
"Qualcuno a cui può venire in mente di mandare giù anche un po' di riso o wakame, tu che pensi?"
"Sull'insegna fuori c'è scritto "Ramen da Ichiraku" e tutto il locale emana odore di ramen. Secondo te si può pensare che qui si venda anche qualche cosa per colazione?"
Ayame fu sul punto di ribattere, arrivò però il signor Teuchi che mise a calmare gli animi. Assieme a lui uscirono anche tutti i vapori del cucinino.
"Calmatevi, ragazzi, su. Naruto, visto che sei arrivato, aiuta Ayame a preparare qualche porzione da servire già pronta."
Naruto aveva prevalentemente il compito di fare le consegne delle ordinazioni che arrivavano al locale, ma come aveva giustamente fatto presente, non c'era nessuno di prima mattina che potesse fare ordinazioni di ramen, così aiutava anche a preparare delle porzioni e in tal modo aveva imparato a farle anche per sé a casa. A dire la verità, quella era l'unica cosa che sapeva prepararsi da solo e quasi l'unica che mangiava a pranzo e cena, sembrava fosse capace di vivere solo di quello. Ayame, una volta, aveva pure provato a insegnargli a cucinare qualcos'altro, ma nulla che Naruto avesse voglia di imparare quanto il ramen.
"Se inviti una ragazza casa tua, poi cosa fai, le dai da mangiare solo ciotole intere di ramen?" così lei gli aveva detto in quell'occasione.
Adesso guardava Naruto che, col camice infilato, affettava spaghetti e verdure come se fosse abituato a farlo da una vita.
"Come si vede che a casa non ti prepari altro" commentò.
"Nee-chan, piantala."
"Piuttosto, quando la smetterai di girare con quel motorino ammaccato? Davvero devi spiegarmi cosa te ne fai di quello quando hai un boli..."
Naruto già aveva previsto dove la ragazza volesse arrivare, quindi la mise tempestivamente a tacere tappandole la bocca con la mano, facendo anche segno col dito di fare silenzio.
"Parla piano, maledizione! Vuoi che qualcuno venga a sapere di Kurama?"
"Che diavolo ti prende?" Ayame allontanò la mano "Perché dovresti tenerla nascosta quando mi ci hai portato tu in giro praticamente per mezza Tokyo?"
"Quello era un caso diverso, sai che volevo solo impressionarti."
Ed era stato un errore, oltre che un tentativo per nulla fruttuoso. Sì, la prima volta che il signor Teuchi lo aveva accolto nel suo locale per dargli il lavoro e aveva conosciuto anche Ayame, aveva pensato che fosse il tipo di ragazza abbastanza carina da portare fuori. Così aveva pensato che non esistesse metodo migliore per far colpo che quattro ruote, qualche centinaio di cavalli e otto cilindri. Per un po' aveva funzionato e Ayame si era anche divertita, ma alla fine del giro, quando Naruto le aveva proposto di salire da lui, era stata abbastanza diretta anche col suo tono ridente "Guarda che mi hai impressionata, ma mica così tanto. Da un ragazzo io voglio uno di questi." e aveva cercato di afferrare quello che aveva in mezzo alle gambe "Capito, Palle mosce?"
La serata si era quindi conclusa con quell'appellativo e quella sfottitura che a Naruto non erano andati tanto a genio. Così dalla ragazza aveva ottenuto un rapporto molto simile a quello tra fratello e sorella, tant'era che a volte la chiamava anche "nee-chan", ma in fin dei conti non gli dispiaceva troppo. Assimilata la delusione, poteva andare bene anche così.
La mattinata lavorativa ebbe solo due consegne per Naruto, in destinazioni neanche troppo lontane e che gli consentirono di finire in un'ora. Verso mezzogiorno poté tornare dietro il bancone. Poi, nel giro di mezzora, cominciò a venire chi voleva consumare il pranzo in quel locale. A entrare furono un ragazzo accompagnato dalla sua ragazza; la prima caratteristica di lui che balzava subito agli occhi era che aveva i capelli più neri e scuri che Naruto avesse mai visto, e dello stesso colore era il suo vestiario costituito da canotta nera sotto un cappottino di pelle nera e pantaloni con cintura anch'essa nera. Il colore sembrava fatto apposta per lui e per rappresentare quell'espressione costantemente atona. La ragazza, al contrario, aveva la particolarità dei capelli rosei come un ciliegio ma il suo aspetto non lasciava trasparire nulla di delicato: un semplice top rosso fino al ventre e pantaloncini a jeans attillati molto corti. Al contrario del suo accompagnatore, non sembrava molto contenta di essere lì dentro.
"Ramen? Fai sul serio, Sas'ke-kun? Ramen?"
"Non dicevi che ogni volta che usciamo a pranzo mangiamo ogni genere di cosa che abbia pomodori?" chiese il ragazzo chiamato Sasuke con un tono di indifferenza "Non sei contenta che per una volta cambiamo un po'?"
"Io credo che tu lo faccia apposta. No, anzi, ne sono sicura. La volta buona che si mangia qualcosa di diverso, mi porti in un locale dove soffoco per il caldo e i vapori."
Sasuke emise un pesante sospiro, segno che anche lui poteva essere annoiato, anche se non lo lasciava vedere. Si mise a sedere al bancone e l'attenzione gli cadde subito su Naruto, che aveva assistito alla scenetta e osservava ancora i due.
"Che hai da guardare, biondino?"
"Niente" rispose lui il meno astiosamente possibile. Era già sicuro che non gli piacesse "Che vi preparo?"
"Qua si fa il ramen, no? Che domande fai?" era certamente un tipo che non sopportava le domande inutili "Faccene due porzioni."
"Non ho mica detto che lo voglio pure io" ribattè la ragazza.
"E allora non mangiare, se meglio credi."
Capendo che sarebbe stato inutile discutere, anche lei si mise a sedere e sbuffò rassegnandosi alla decisione di Sasuke, con ciò Naruto intese che il numero due delle porzioni era ancora valido. Quando li servì, lei fregò al ragazzo un pezzo di guanciale da condimento come piccola vendetta, la linguaccia lo fece anche irritare un po' di più ma non ribatté. Naruto fu sul punto di lasciarli in santa pace a mangiare e tenersi più lontano possibile dal ragazzo con la scusa di prendere dell'acqua dal magazzino, quando fu proprio quel Sasuke a richiamare la sua attenzione ancora prima che andasse dall'altra parte del bancone.
"Quel motorino là fuori è tuo?" chiese di punto in bianco.
"Sì, e quindi?"
"E quindi ti avviserei che ha il culo quasi a terra per quanto è sgonfia la ruota posteriore."
"Forse, ma non ha ancora nessun problema a camminare. Grazie della premura, prima o poi me ne occuperò."
"Era solo un consiglio. Non sai che motori e affini vanno trattati come le donne?" e qui prese a braccetto la sua, che sorrise divertita.
<< Meglio di come tratti la tua, sicuramente >> pensò Naruto uscendo per andare nel magazzino sul retro, anche se la ragazza non sembrava dello stesso pensiero, per quanto ridacchiava. Sembrava stare più che bene col suo Sasuke, nonostante il suo carattere particolare.
Tornato dentro, oltrepassò il bancone cercando di ignorare i due e andò a posare la cassa delle bottiglie nel cucinino. Cominciò a metterle nella cella frigorifera, anche se il ripiano delle bottiglie d'acqua era vuoto per meno della metà.
"Quello lì davvero non ti va a genio, eh?"
"Teuchi-san, l'ha proprio detto."
Ma alla fine dovette andare lui a far pagare il conto quando i due ebbero finito di mangiare. Il ragazzo di nome Sasuke, però, mise sul bancone più delle banconote che servivano a pagare il pasto per due.
"Tieni, goditi un extra" e se ne andò con la sua ragazza senza dire nient'altro, lasciando dietro di sé un Naruto a bocca aperta, allibito. Prese in mano i soldi e li stette a guardare con un'espressione tutt'altro che contenta in faccia.
Aveva chiaramente capito a cosa alludesse quell'extra in più, così si disfece del grembiule da cucina che buttò a terra e uscì a grandi passi in strada. I due erano ancora lì, si avviavano verso un'auto parcheggiata in fondo al viale. A guardare quella Mercedes SLR di un nero scintillante, con un ventaglio a coccarda bianco e rosso raffigurato sul cofano e delle fiamme rosse integrali lungo le portiere, Naruto intuì che doveva trattarsi di uno di quei ragazzi ricchi fin sotto le mutande che potevano permettersi i migliori sfizi e molto di più, si maledisse per non averlo capito subito da quel cappottino di pelle. E lui, proprio lui, si era lasciato fare l'elemosina da una di quelle persone che lo aveva visto come uno squattrinato che non poteva neanche permettersi il meccanico, cosa che lo fece arrabbiare di più. Se prima non gli piaceva, adesso era certo di odiarlo.
"Ehi! Aspetta un attimo!"
Non lo fece, si limitò solo a gettargli un'occhiata con la coda dell'occhio mentre continuava ad andare verso la macchina, perciò dovette andargli dietro.
"Chi diavolo credi di essere? Un extra a me come se fossi un barbone?"
"Non disturbarti a ringraziare come le persone normali."
"Chiariamo una cosa!" proprio quando raggiunse la vettura, lo afferrò per la spalla per farlo girare e lo mise di schiena contro la portiera, sventolandogli in faccia i soldi in più "A me non serve l'elemosina per il motorino, chiaro? Io lavoro per guadagnarmi da vivere, quindi figurati se ringrazio perché un riccone figlio di papà mi prende per un pezzente!"
"Levami le mani di dosso!" lo fece da sé scostandole via. Una sistemata al cappotto e rispose subito all'astio di Naruto "Ora chiarisco io una cosa: non sono uno di quegli schifosi viziati che si fanno coccolare e riempire le tasche di soldi da mamma e papà. Quello che io voglio lo ottengo da me, hai capito?"
"Proprio quello che ti ho detto io."
Mentre da una parte intervenne la ragazza preoccupata per cercare di calmare Sasuke, dal negozio uscirono Ayame e il signor Teuchi per richiamare Naruto dentro, ma nessuno dei tre si avvicinò per tirare via il proprio ragazzo. I due stavano in un ravvicinato confronto faccia a faccia, sfidandosi in silenzio, finché Sasuke non fu quello che si spazientì per primo.
"Allora che vogliamo fare?"
"Facciamo che tu ti riprendi quell'extra che mi sta sulle scatole e mi levi la tua brutta faccia davanti, ecco cosa."
"Ma tienitelo, sai pure tu che serve più a te che a me" concluse girandosi e facendo per aprire la macchina.
Quell'ultima provocazione, però, scatenò la scintilla, Naruto lo spintonò per farlo sbattere contro la portiera. Quando fece per andargli addosso, Sasuke lo sorprese e si girò assestando un pugno che fece barcollare il biondo indietro e lui in avanti. Non gli diede pace e gli andò addosso prendendolo alla vita, tutti e due caddero a terra con lui sopra. Prima che fosse tempestato di pugni, Naruto ribaltò entrambi e, una volta su, cominciò lui a scaricare colpi. Ebbe il tempo di darne solo due prima che l'altro riuscisse a bloccargli il braccio e poi a spingerlo via, poi ne approfittò per tornare in piedi e addossò di nuovo Naruto. Stavolta nessuno finì a terra, ognuno cercava di prevalere sull'altro, Sasuke gli affondò due pugni nello stomaco, Naruto si buttò su di lui spingendolo contro la macchina. Cercò di colpirlo, però Sasuke lo agguantò e di nuovo si buttò di peso insieme a lui, ma a finire di sopra fu Naruto. Prima che provasse di nuovo ad attaccare fu afferrato alle spalle da Teuchi e allontanato dal ragazzo a terra.
"Basta, Naruto! Ora basta!"
"Va all'inferno, bastardo!" gridò Naruto a Sasuke, che si fece aiutare dalla ragazza a tornare in piedi e si ricompose.
"Sas'ke-kun, per favore." supplicò lei "Lascialo perdere, andiamo via."
Si girò a guardarla e ciò sembrò bastare a convincerlo. Fece per andarsene ma non smise di guardare Naruto finché non montò in macchina insieme alla compagna. Quando se ne fu andato lasciando l'eco dell'assordante rombo di motore nella strada, Teuchi lasciò andare Naruto anche se aveva già smesso di dimenarsi.
"Naruto, ma che ti è saltato in mente?" gli gridò "Ti metti a fare a botte fuori dal locale?"
"È stato quel bastardo a provocarmi! Viene fare l'elemosina a me e me lo sbatte pure in faccia!"
"Cretino che non sei altro!" intervenne Ayame "Ma l'hai almeno riconosciuto? Sai chi sono gli Uchiha?"
Rimase in silenzio. Sì, il nome lo aveva già sentito. E anche altri che, abbinati a quello, gli tornavano in mente: Madara, Izuna e Fugaku, tutti e tre Uchiha, i proprietari di una società che li aveva resi una delle famiglie più potenti di Tokyo e dintorni. Ayame si accorse che Naruto aveva capito di cosa stesse parlando.
"Esatto, idiota. Quello che hai pestato era uno dei figli di Fugaku Uchiha, nonché nipote di Izuna e Madara Uchiha."
"Uchiha? Sasuke Uchiha?"
"Uchiha, sì. E tu hai messo le mani addosso a quello che un giorno avrà fra le mani una fetta dell'intera Tokyo."
I più preferivano tenere il silenzio a sentir nominare il nome di quella famiglia che possedeva praticamente mezza città. Non c'era da meravigliarsi della preoccupazione di Teuchi-san e di Ayame, ma lui non condivise il loro timore e pensò solo che quel Sasuke non potesse che stargli di più sulle scatole. Poi si ricordò di qualcosa che lui stesso aveva detto: che non era un viziato rampollo di famiglia, badava a se stesso per quello che voleva. O giocava a fare il ragazzo emarginato che si era in un certo senso allontanato un po' dalla famiglia e quindi non c'era da preoccuparsi che intervenisse questa per fargliela pagare... o stava bluffando e allora si era messo in guai più grandi di lui.
Fu più propenso a credere alla prima ipotesi. In quel momento non ci aveva fatto caso perché preso dalla rabbia, ma quel Sasuke aveva manifestato il desiderio di libertà e di indipendenza che aveva anche lui, a pensarci ora era difficile credere che se lo fosse inventato.
"Ormai è fatta. Torna dentro, datti una sistemata" lo incitò Ayame, incitazione che Naruto seguì sovrappensiero.

La giornata era stata da dimenticare. Di notte, però, quando il sole calava, tutto diventava un'altra storia, e Tokyo era la sua città.
Sì, il giorno era tenuto a stare su quel due ruote che ancora camminava quanto bastava pur non potendosi permettere brusche frenate o accelerazioni, che comunque non avrebbe potuto fare in mezzo alle strade trafficate. Ma la sera, quando le strade erano più libere e le luci della città tracciavano le forme dei palazzi e di tutta la metropoli, quello era il momento in cui Kurama poteva uscire allo scoperto. Naruto si fermò dopo aver raggiunto quella parte di strada che preferiva come suo campo di allenamento, dove a distanza di un quarto di miglio iniziava la doppia curva. Premette a intervalli l'acceleratore facendo restare la vettura ferma sul posto, il motore fece sentire il suono dei giri, in attesa di scatenarsi di più alla partenza. C'era solo da aspettare la luce rossa del semaforo all'incrocio scattasse al verde e Naruto avrebbe fatto correre quella bellezza di Toyota Supra che aveva per auto, intanto il motore ruggiva come sembrava ruggire la volpe arancione sulla carrozzeria, una rappresentazione che iniziava con un ringhio demoniaco e finiva in una ramificazione di nove code fiammeggianti sul cofano posteriore fin sotto l'alettone.
Quando arrivò il segnale, mano e piede fecero tutto nel giro di mezzo secondo, innestando la marcia e premendo l'acceleratore fino in fondo, Kurama partì con una sgommata affumicante. La velocità si fece sentire subito, in meno di venti metri percorsi i giri furono portati al massimo e la marcia successiva fu inserita. A quarantacinque metri salì in terza. La quarta e la quinta furono scalate vicino ai cento metri e infine, a metà di quel tratto, il resto fu fatto in sesta.
Naruto si sentì proiettato da tutta quella velocità all’indietro contro il sedile, ci furono diversi momenti in cui il cuore aumentava in maniera forsennata i battiti e lui pensava di perdere il controllo dell'auto, mentre attorno a lui i palazzi scorrevano in un rapidissimo tunnel di luci e colori e la curva in fondo alla strada si avvicinava, si avvicinava inesorabilmente. Quando valutò l'istante adatto per agire, riprese il controllo dei suoi nervi e scalò in quinta, tirò il freno a mano e, girando tutto il volante, si mise in sovrasterzo. Kurama obbedì agli ordini ricevuti e affrontò la prima parte della curva con una tale derapata da mettersi più trasversalmente all'asse della carreggiata, le gomme che lasciavano segni sull'asfalto e innalzavano sbuffate di fumo per quanto stridevano. Poi, nel momento di affrontare la seconda curva consecutiva, Naruto girò lo sterzo dalla parte opposta e diede un'accelerata al motore, la macchina girò il posteriore sul lato opposto e affrontò il tratto... ma poi, proprio alla fine, la traiettoria si rivelò molto più stretta di quella voluta e una repentina perdita di aderenza provocò il testacoda. Cercò di riprendere il controllo della macchina con sterzo e freni mentre il mondo gli vorticava tutto davanti, i Kami lo assistettero giusto il tempo di fermarsi prima di sfondare il guardrail.
Adesso il cuore gli batteva più forte di prima, si asciugò la fronte bagnata di sudore e recuperò a grandi boccate il fiato che aveva trattenuto senza accorgersene. Anche Kurama sfiatò dal cofano tutto il calore che si era accumulato nel motore, espirando con un suono simile a qualcosa che friggeva. Naruto si guardò dietro, le scie delle ruote erano rimaste impresse sull'asfalto e mostravano la pericolosa manovra effettuata e il testacoda.
"Cazzo, ma perchè?" imprecò gridando.
In un ennesimo tentativo, aveva sbagliato ancora. Provava e riprovava ogni sera e ogni volta Kurama si destreggiava in velocità come poche altre macchine, ma nel drift finiva col sbagliare sempre qualcosa. Cosa diavolo c'era di sbagliato in quello che faceva, dov'era l'errore fra tutte le sue manovre?
Decise comunque che per quella sera ne aveva abbastanza. Falliva spesso e c'erano volte come questa in cui aveva rischiato davvero, e in quelle occasioni il sangue gli si sbolliva abbastanza da indurlo a calmare se stesso e la macchina almeno fino alla volta successiva. Riaccese il motore, che mostrò di essere ancora in buono stato, e partì solo per andarsene a casa con quella frustrazione. Di certo i Kami avevano deciso che quella non doveva essere giornata né serata per lui.
 
Continua nel capitolo:


 
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VOTO: (9 voti, 11 commenti)
 
COMMENTI:
Trovati 11 commenti
Rif.Capitolo: 7
naruhina1999 - Voto:
02/06/13 10:53
Capitolo eccellente come i suoi "predecessori"...un finale a sorpresa che preannuncia un proseguimento della storia accattivante. Aspetto con ansia i prossimi capitoli
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Rif.Capitolo: 6
f9v5 - Voto:
05/04/13 16:08
Un altro capitolo fantastico, un momento di puro divertimento e piacere tra Hinata e Naruto, con Ayame che ne organizza di tutti i colori.
Tutto bene, eccetto per il finale; mi sa che la storia di Naruto e Hinata non va tanto giù al cugino Neji(ma dai, certo che sono proprio intuitivo -_-).
Va bene, Omega-sensei, ci vediamo alla prossima!
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Rif.Capitolo: 5
f9v5 - Voto:
26/01/13 14:35
Si, stavolta recensisco in tempo. Che dire, tutto immaginavo, a parte che Hinata fosse un mostro nelle corse; alla fine non hanno "concluso" niente, ma ancora si conoscono a malapena, quindi non è una cosa strana.
Capitolo eccellente, come sempre!
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Rif.Capitolo: 4
f9v5 - Voto:
29/12/12 16:54
Innanzitutto, Omega-sensei, chiedo scusa per il colpevole ritardo nel recensire, non sto neanche a spiegarti il perché, tanto non ti interesserebbe.
Comunque, un capitolo davvero mitico; Sinceramente, che Ayame volesse, come dire, "mettere all'asta" Naruto lo avevo immaginato sin da subito, ma non mi sarei certo aspettato che sarebbe stata Hinata a fare un'offerta, probabilmente perché non riuscivo a credere che lei potesse essere in un posto del genere.
Ho anche avuto paura per Naruto, d'altronde rischiare di trovarsi un coso nel c**o non è certo una bella cosa se sei etero(ringrazio profondamente di esserlo).
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Rif.Capitolo: 4
ryu59 - Voto:
16/12/12 15:26
Omega-sensei... TU-SEI-MITICOOO!!!!!!!!!!
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Rif.Capitolo: 3
omega91
02/11/12 14:22
Deduco che l'epilogo della gara non è come lo speravate XD
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Rif.Capitolo: 3
f9v5 - Voto:
02/11/12 14:14
Quanto mi sta sul c***o Sasukkia; già essere smerdato dalla presenza dei genitori è frustrante, poi ci si mette anche quel b******o con la sua aria "sono troppo superiore per cagarti" e la serata va completamente a puttane.
Scusa per il gergo non proprio pulito, ma quello s*****o tira fuori il mio lato peggiore.
Certo, non è mica l'unico personaggio di anime che odio, ma li supera tutti; mi fa incazzare ancor di più il fatto che persone così(che se la tirano, che si ritengono migliori degli altri), nella vita reale, esistono davvero!
Comunque, un altro capitolo eccellente!
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Rif.Capitolo: 3
ryu59 - Voto:
02/11/12 13:57
povero naruto, non se lo meritava, ma comunque un GRANDE CAP.,ECCEZZIONALE
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Rif.Capitolo: 2
f9v5 - Voto:
14/10/12 16:31
Come dissi nel primo capitolo, questa storia promette bene e il secondo capitolo lo conferma. Adesso si prospetta già una bella corsa tra Naruto e Sasukkia...non c'è bisogno che ti dica come vorrei che finisse.
Vai alla grande, sensei!
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Rif.Capitolo: 1
omega91
30/09/12 20:42
Indovinato :) la fic è ispirata al tema di Fast and Furious
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...continua nelle pagine numero:
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