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MANGA.IT RECENSIONI
Titolo: I'LL - GENERATION BASKET
Casa editrice: PLANET MANGA
Autore: HIROYUKI ASADA
Anno: 1995
Categoria: MANGA: Azione-Avventura
Numero di pagine: 224
Formato: 12x18
Colore: B/n
Prezzo: variabile Euro

Scritta dall'Utente:

rottenblue scrivi - profilo

Per chi non avesse mai letto quest’opera consiglio di rimediare e poi di leggere sotto, sarebbe davvero un peccato spoilerarsi una storia così bella.
 
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Recensione
Clicca per ingrandire All’inizio del 2011, mi sono finalmente deciso a leggere Generation Basket. Questa è la riflessione che ho scritto a caldo su quest’opera subito dopo aver finito l’ultimo volume:

Milano, 06/02/11

Ho finito di leggere I’ll (Generation Basket)… bello, davvero bello! Asada si è dimostrato un mangaka talentuoso. L’ultimo numero, per certi versi, devo dire che è stato come un pugno allo stomaco. Ti affezioni tanto a dei personaggi così ben caratterizzati, che se poi la storia si sviluppa in maniera imprevista, resti davvero spiazzato.
Del resto tra il penultimo e l’ultimo numero vi sta ciò che distingue la realtà dalla finzione. Nel penultimo numero le leggi che regolano una classica opera di finzione sono ancora intatte, tutto può ancora svilupparsi in maniera lineare, come “è giusto” che debbano andare le cose; certo, il Kouzo ha perso, è stato eliminato, ma Hiragi, Akane ed Harumoto sono ancora giovani del primo anno, e tutto lascia presupporre che ne avranno di tempo davanti a loro per fare del Kouzo una squadra imbattibile, così come è giusto che sia, e cioè INSIEME. Quindi l’albo (seppur si concluda con una sconfitta e con il triste addio di Kanemoto e Yamazaki giunti alla loro ultima gara) rimane permeato fino alla fine di quella vena di ottimismo, che comunque lascia ben sperare. Ecco, questo ottimismo che si respira alla fine del 18° volume potremmo definirlo come quella situazione di stallo potenzialmente perfetta tipica delle opere di finzione a lieto fine, tanto amate, perché in fondo questo è ciò che auspica chi legge. Ma la realtà è ben altra cosa, la realtà è l’imprevisto, è l’inaspettato che fa a pugni con l’ideale, è il caos dettato dalla casualità della vita di tutti i giorni. Quel caos che nell'ultimo albo provoca l’incidente di Akane e gli impedisce di proseguire il suo sogno al fianco di quel compagno appena trovato, Hiragi.
I toni cambiano radicalmente registro, tutto diventa più cupo, e se fino a qualche pagina prima, la sconfitta di una partita di basket veniva vista come una tragedia, ecco che all'improvviso tutto acquista la giusta dimensione e l’attenzione si focalizza sulle cose veramente importanti: Akane potrà tornare a giocare a basket? A camminare? A saltare come un tempo? O perderà la gamba?
Scaraventato di punto in bianco di fronte a queste dure incognite, il lettore rimane inevitabilmente spiazzato. E queste incognite peseranno per molte pagine nella testa di chi legge che, insieme con il protagonista, si ritrova a fare i conti con la vita di tutti i giorni, quella vita continuamente intrecciata con quel caos che spesso eventi imprevisti generano, ma che se non ci fosse renderebbe le nostre giornate molto più banali e prevedibili.
Alla fine Akane guarirà e soprattutto potrà tornare a giocare a basket, ma dovrà passare più di un anno e mezzo e cosa più importante, per poter guarire, dovrà allontanarsi dalla sua città, dalla sua squadra, dai suoi amici, in definitiva da tutti i suoi affetti.
Akane un giorno, magari, diventerà il giocatore più forte del Giappone e nel frattempo vincerà tutto quello che è possibile vincere a livello professionistico, ma quel sogno generato e maturato nel corso di quei splendidi 19 volumi e che consisteva nel rendere il Kouzo, insieme con l'amico Hitonari Hiragi, la squadra più forte del Giappone, finisce con lo sfumare definitivamente. E questo non può che lasciarci con l’amaro in bocca.

Raramente una storia riesce a prendermi tanto, a smuovermi quel qualcosa dentro a tal punto dal farmi prendere carta e penna e farmi scrivere così, di getto. Chiaramente questo è il caso di I’ll, Generation Basket; la fine di questa bellissima storia che amalgama magistralmente sport, banchi di scuola e quell'irrequietezza tipica degli adolescenti (ma anche di chi si rifiuta di crescere), ha suscitato in me emozioni così vivide, profonde e coinvolgenti che mi sembrava un peccato farle disperdere nel marasma generale del mio “stream of consciousness”, col tempo, di loro avrei perso ogni memoria, perché mi conosco, sono fatto così; per questo le ho volute mettere su carta, perché non voglio dimenticarle, mai.
Voti
Disegni: 8
Storia: 10
Originalità: 10
Adattamento italiano: 8
Qualità della stampa/formato: 6
VOTO GLOBALE: 8


Commento finale
CKBT

 
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