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Categoria: Manga e Anime
Dalla Serie: Bleach
Titolo Fanfic: CRONACLE OF REN
Genere: Sentimentale, Romantico, Azione
Rating: Per Tutte le età
Autore: yuzu-chan galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 16/04/2007 19:50:27 (ultimo inserimento: 21/04/07)

Una ragazza vice-capitano di Ichimaru Gin
 
invia ad un amico salva nel mio manga.it    
CAPITOLO 1
- Capitolo 1° -

leggete e commentete vi prego, spero che vi piaccia ma non so, chiedo scusa a chi di Bleach ne sa più di me perchè sono sicura che ci sono errori.

1_L’inizio dell’avventura

Due nere figure si stavano muovendo agilmente nella notte, come ombre saltando da un palo all’altro della città illuminata, nessuno si stava accorgendo di loro, si muoveva come fantasmi nessuno li notava, poiché nessuno li vedeva.
“Siamo vicini”
“Sì, capitano”
“Pronta Ren?”
La giovane non rispose, aveva paura, troppa paura, paura di sbagliare, di rovinare tutto, ma non doveva farlo vedere,non doveva mostrare la sua insicurezza, era la sua prima missione, la prima volta che qualcuno le dava fiducia, non doveva deluderlo, non il suo capitano.
Ren Uzuki era la sorella adottiva del vice-capitano della 10 divisione Matsumoto Rangiku, aveva 15 anni, grandi occhi blu come il cielo notturno e un’arruffata chioma castana scura che le ricadeva sulle spalle e le copriva il viso, era la prima volta che usciva in missione, nessuno, all’infuori della sorella, l’aveva mai elogiata, le aveva mai sorriso, aveva mai apprezzato il suo operato.
Poi un giorno, come per miracolo, come per errore, si era trovata con in mano l’abito da shinigami, e al suo fianco Ichimaru Gin.
La vita era stata dura con lei, lasciata in fasce dai genitori, due shinigami che avevano tradito la Soul Society, da quando era piccola tutti le avevano reso al vita difficile per questo all’inizio non la volevano in accademia, nessuno vedeva che le sue tecniche erano perfette, un giorno un professore era rimasto stupito dalla sua abilità, si era complimento con lei, e aveva perso il posto, nessuno la trattava come fosse una persona, tranne Rangiku, questo suo comportamento l’aveva messa a rischio più di una volta, ma lei le voleva bene e non gli interessavano le dicerie dei superiori su un possibile suo tradimento.
Sentì un brivido percorrerle la spina dorsale, il suo abito da ninja le lasciava nuda gran parte della schiena e le spalle, lei adorava quell’abito, le sottili scarpe, i larghi pantaloni chiusi in fondo, la maglietta scollata, e i manicotti, la sua zampakuto, la sua Kazekage.
“Ren?”
Essere chiamata la riportò alla realtà.
Guardò davanti a se, studiò il suo profilo, dietro di lui si sentiva protetta, sicura, vedere quelle spalle grandi, diverse da quelle della sorella, le dava un senso di sicurezza.

Si trovarono davanti l’Hollow, era enorme e spaventoso, Ren lo attaccò ,sapeva che non avrebbe dovuto farlo, doveva lasciarlo al suo capitano, agì ugualmente, ma lui schivò il colpo, si sentì un grido strozzato, la giovane si girò di scatto, lo spirito aveva colpito Ichimaru al braccio sinistro, terrorizzata corse verso di lui , sferrando un attacco violento alla creatura, prese il braccio del capitano e tramite il Kido curò la ferita ma…
Buio, sangue, un grido, poi più nulla.
La corsa in ospedale, la sorella in lacrime che guardava il viso cereo di Ren, Ichimaru che se ne andava.
“E’ ferita gravemente, ma è fuori pericolo”
La voce in lontananza di un medico.
“Che gioia!” La voce serena di Matsumoto
Voci più vicine, più dolorose.
“Il suo capitano si starà già cercando un altro sottoposto più forte”
“E’ sì, la poverina è durata poco, la vita non è stata molto clemente con lei”
Lacrime, lacrime di dolore e solitudine, l’incantesimo della via d’uscita dalla sua situazione si era già infranto.
“Ti sei svegliata!” Disse un’infermiera.
Asciugandosi le lacrime chiese: “Da quanto sono qui? Dove è il capitano Ichimaru?”
“Sei qui da 2 giorni. E’ venuta a trovarti tua sorella!”
Non le aveva risposto, allora era vero, se ne era andato.
“Buongiorno piccola!”
“Ciao sorellona!”
“Mi hai fatto preoccupare tantissimo!”
“Mi dispiace”
“Ma di cosa?”
“Ho rovinato tutto, ero così felice di aver una missione, così felice di vedere che qualcuno mi apprezzava che mi sono comportata come una stupida”
“No, non hai fatto alcun errore, ti sei preoccupata del tuo compagno, questo non è un errore”
“Lui dov’è?”
Un silenzio imbarazzante cadde tra le due.
“Perché nessuno mi risponde?”
“Se n’è andato!” Disse un giovane dai capelli candidi.
“Capitano Hitsugaya”
“Matsumoto, lei a chiesto dove era e io le ho riposto”
Ren piangeva, lo sguardo vacuo, le lacrime le scorrevano senza ritegno sulle guance bagnando le soffici lenzuola.
Hitsugaya capì di aver sbagliato, capì che con quella risposta l’aveva ferita, distrutta.
“Mi dispiace, non volevo, io…”
Non sapeva cosa dire, abbassò lo sguardo, la sua vice-capitano gli strinse la mano, e lui capì che non doveva sentirsi in colpa, i due se ne andarono lasciandola sola.
Il giorno seguente Hitsugaya tornò a trovarla.
“Salve Ren”
“Capitano” Abbassò lo sguardo, non voleva vedere i suoi occhi verde acqua.
“Scusa per ieri”
Lei rimase sorpresa, nessuno le aveva mai chiesto scusa dopo averla ferita, e lei si era abituata a non cercarle, quella premura le era nuova, non sapeva come comportarsi.
“Non dovevi farmi le tue scuse, non importava”
“Ma perché? Ti ho ferito, ti ho fatto piangere, mi sembrava giusto”
“Nessuno lo aveva mai fatto”
“Come?”
“Nessuno, solo mia sorella si preoccupa di me”
“Ma perché?”
“Per colpa delle mie origini, sono stata sempre esclusa e ostacolata, avevano paura che la figlia di due traditori potesse tradire anche lei, quindi mi tenevano in basso per potermi controllare meglio”
“Mi dispiace”
“Non compatirmi Hitsugaya, sono già molto felice a sapere che ti sei preoccupata per me, grazie”
“Allora da oggi in poi conta anche su di me, per qualunque cosa”
“Grazie”

Passò una settimana ma Ichimaru non si era ancora fatto vivo, le ferite della giovane erano completamente guarite rimaneva solo una cicatrice che formava una specie di fiamma sulla schiena, ma lei stava malissimo, continuava a piangere e a vomitare, non mangiava e non riusciva a dormire, i medici erano molto preoccupati, stava perdendo le forze.
“E’ tutta colpa mia, non dovevo convincerlo a prenderti con lui, lui non è adatto ad una come te, tu sei troppo dolce, e sensibile”
“Sorellona, non è colpa tua, dovevo lasciare fare tutto a lui, io dovevo coprirgli le spalle non attaccare per prima”.
Una cosa Rangiku non capiva perché lei fosse in quelle condizioni.
“Perché stai così male sorellina? Perché?”
“Perché avevo trovato il mio posto, il mio scopo, e questa gioia mi è stata strappata prima ancora che capissi”
“Non è solo per questo, vero?”
“Vero”
“Stai male perché lui non c’è”
“Sì, Rahgiku, sto male perché voglio vederlo per dirgli che mi dispiace, e che mi sento in colpa, voglio dirgli che sono stata felice al suo fianco, che…”
Le parole lasciarono il posto alle lacrime.
Matsumoto provò a consolarla.
“Piccola mia, ora riposa io devo andare, mi dispiace vorrei stare con te, ma tu sforzati di combattere!”
“Ci proverò sorellona, ci proverò”

Un altro giorno passò lento.
“Matsumoto!Matsumoto!” Un medico stava correndo a perdi fiato.
“Che succede?!”
“Tua sorella sta male, sta peggiorando!”
“Ti prego Hitsugaya va da lei io devo fare una cosa molto importante”
“Va bene”
Il giovane capitano si diresse verso l’ospedale, invece Rangiku andò verso casa di Gin.
Doveva trovarlo, doveva parargli, convincerlo ad andare da lei.
Corse verso la sua abitazione ma era deserta, lo trovò in riva al fiume, seduto sulla riva, tranquillo come se non fosse successo nulla.
“Bastardo!”
“Rangiku che ci fai qui?”
“Gin sei un bastardo!”
“Perché mai?”
“Lei sta morendo per colpa tua!”
“Chi?”
“Allora sei anche lento a capire! Ren sta morendo per colpa tua!”
“Tutte le sue ferite sono state curate a dovere, non può morire”
Il suo tono era freddo e distaccato, la giovane donna era in lacrime, non capiva quanto fosse insensibile quell’uomo.
“La ferita che la sta uccidendo è interna, e non si tratta di un’ emorragia, ma una ferita al cuore, sta morendo di dolore perché tu non ci sei mai stato, lei si fidava di te, era finalmente felice, perché non vuoi capire! Almeno prova ad andare da lei!”

Intanto in ospedale Hitsugaya era al fianco della giovane donna, le condizioni erano molto gravi ma stabili, se passava la notte era fuori pericolo, ma sembrava troppo debole per andare avanti.
“Hitsugaya”
“Sì Ren”
“Dov’è mia sorella?”
“Non so, ha detto che doveva fare una cosa molto importante”
“Capisco”
Lui le strinse forte la mano, era molto debilitata ma davanti a un capitano non voleva mostrare la sua debolezza, Hitsugaya sapeva benissimo che stava peggio di come dava a vedere.
“Non ti preoccupare sono sicura che presto sarà qui”
“Posso chiederti un favore”
“Certo, te l’ho detto che puoi contare su di me”
“Puoi rimanere anche tu sta notte con Rangiku?”
“Sì”
“Grazie”
“Ora riposa”

Il giovane capitano guardava inquieto la porta d’ingresso della stanza, perché Matsumoto non arrivava? Sua sorella stava morendo, ma lei dov’era?
Bussarono alla porta, era Matsumoto.
“Finalmente sei arrivata, ma dove sei stata?”
“A cercare una persona, lei e sveglia?”
“No”
Il giovane vegliò Ren con molta delicatezza.
“E’ arrivata Matsumoto ha detto che ha una sorpresa per te”
Guardò la sorella con gli occhi assonnati “Cosa c’è?”
“Sorellina c’è una persona che vuole vederti”
Rangiku trascinò il suo capitano fuori dalla stanza.
La pota si chiuse.
Poi si riaprì di nuovo.
Un uomo entrò:
Ichimaru Gin.
La giovane donna si nascose sotto le lenzuola, non voleva farsi vedere in quelle condizioni, non da lui.
“Perché ti nascondi?”
“Non voglio farmi vedere”
Lui le si avvicinò, depose la Shinsou, la giacca da capitano, si tolse le scarpe e le si sedette accanto.
“Che fai?”
“Perché stai male?”
“Problemi miei”
“Ho sentito che è colpa mia”
“Non è vero. E’ tutta colpa mia, mi dispiace, ti sei ferito un missione perché ho attaccato l’hollow io, e non ho seguito gli ordini, vorrei poter cambiare le cose…”
La voce fu rotta dai singhiozzi.
Lui la strinse a se e le sussurrò:“Quando accade qualcosa e si fa, o si pensa di aver fatto, un errore, questa cosa non si può più mutare, non si dovrebbe neanche pensare che le cose potevano andare diversamente o addirittura essere evitate: altrimenti si finisce per rendere il dolere che si prova insostenibile, e poi se stata tu a rimanere ferita gravemente, sarei io a dovermi sentire in colpa”
“Mi dispiace”
“Di cosa?”
“Di averti deluso”
“Tu non mi hai deluso, anzi mi sono stupito delle tue abilità, del tuo carattere determinato”
“All’ora non sei arrabbiato con me?”
“E perché dovrei, sono fiero di averti con me”
Due lacrime bagnarono le guance di Ren.
“Ora perché piangi?”
“Piango perché sono felice”
Lui le sorrise, un sorriso vero.
“Ren ti va di venire a stare da me?”
“Come?”
“Mi prenderò cura di te”
“Ma ci pensa già Rangiku”
“Per favore vieni con me, ho bisogno di te” Le ultime parole le disse in un sussurro quasi impercettibile, ma che lei sentì.
“Va bene”
Lui non la abbandonò per neanche un momento quella notte, le rimase accanto, cullandola con dolcezza, in quelle ore Ren si sentiva come rinata, non sentiva più dolore ma una gioia immensa invaderle il cuore.
La mattina dopo Ren venne dimessa, lui era scomparso all’alba dicendole che doveva fare una commissione, torno un quarto d’ora dopo con un pacchetto tra le mani.
“Tieni, un regalo per la tua guarigione”
“Grazie”
Lo scartò era una sciarpa con tonalità che andavano dal bianco all’azzurro intenso.
“Ti piace?”
“E’ splendida!Adoro l’azzurro!”


 
Continua nel capitolo:


 
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VOTO: (1 voto, 1 commento)
 
COMMENTI:
Trovato 1 commento
saixiori15 - Voto: 15/06/08 19:23
però... Byakuya-san che non riesce a estrarre Sembonzakura ha dell'incredibile XD complimenti vivissimi a quando i prossimi cappy?
sono ansiosa di leggerli?
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