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MANGA.IT FANFIC
Categoria: Originali (inventate)
Titolo Fanfic: LA STELLA NERA
Genere: Sentimentale
Rating: Per Tutte le età
Avviso: Yaoi/Yuri/Slash/FemSlash
Autore: maxie-chan galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 01/11/2006 17:46:49

un ragazzo umano potrà mai amare un vampiro? yaoi
 
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CAPITOLO 1°
- Capitolo 1° -

Salve!Dopo tanto tempo,eccomi di nuovo qui con una nuova fanfic,sempre sui miei adorati vampiri!
Come al solito,i personaggi sono inventati,ma meglio mettere l'avvertimento,non si sa mai!
Mi raccomando,leggete e recensite!

*tutti i personaggi sono frutto di fantasia,sono maggiorenni e non sono mai esistiti e mai esisteranno*

Capitolo 1°

La luna splendeva alta nel cielo,in una notte limpida dove le stelle erano ben chiare e visibili.
In mezzo a una radura,un bambino se ne stava tutto solo a piangere. Era un bambino piccolo,di forse 5/6 anni. I capelli argentei scintillavano al chiarore lunare,mentre i suoi occhi verde ambrato erano colmi di lacrime. Era solo,sperduto in mezzo a quel bosco,non sapeva cosa fare ne dove andare.
Jack era il suo nome,e sembrava un bambino come tutti gli altri. In apparenza.
Barcollando,si alzò e iniziò a camminare avanti e indietro nervosamente per quel piccolo pezzo di bosco in cui era.
All'improvviso,uno strano spasmo lo prese. Si accasciò a terra e prese a contorcersi e gridare. La pelle della sua schiena si deformò in due punti sulle scapole,fino a che non spuntarono fuori due ali,nere come la notte. Jack volse la testa indietro,e quasi urlò per ciò che era appena successo.
“non....non ci posso credere...:”pensò inorridito”ciò significa che....che...”
Le ali non erano molto grandi,ma col tempo sarebbero cresciute. Intanto erano due alettine piccole,come quelle dei pipistrelli.
Jack era sempre rimasto affascinato dai racconti di sua madre sui vampiri,ma ora che lei era morta,non avrebbe più potuto ascoltarle. Della sua famiglia era stato l'unico a salvarsi,non si sa come,dato che,essendo purtroppo ebrei,erano stati catturati e fucilati. Il piccolo Jack era l'unico rimasto. Forse per miracolo,o forse per quella stella nera,che malgrado la sua brutta fama,lo abbia protetto. La stella nera era la stella che tutti i vampiri dannati erano costretti a portare. Jack quando aveva 2 anni,ebbe un brutto incontro con un vampiro,o meglio,con un pipistrello. Un pipistrello nero che però si era trasformato in un aitante giovane. Usando non si sa quale incantesimo,il vampiro aveva “sedotto”il bambino,per poi mordergli il collo. Quando qualcuno veniva morso da un vampiro,non aveva scampo,bambino o adulto che sia. Purtroppo però,si viveva in un'epoca in cui si aveva terrore dei vampiri,dato che purtroppo esistevano realmente.
Chiunque veniva morso da un vampiro,veniva catturato e veniva inflitta una stella nera,simbolo dei dannati. Era una stella totalmente nera che(si diceva)veniva inflitta sul corpo del bambino o dell'adulto che erano stati morsi,per tenerli lontani dalla gente,ed evitare che potessero mordere qualcun altro. Ciò significava che se la vittima era un bambino,veniva segregato in una stanza in casa,da solo,non poteva avere contatti con l'esterno. Il resto della famiglia gli passava il cibo attraverso una piccola apertura della porta. Per quanto per le mamme fosse straziante,dovevano comunque farlo. La madre di Jack invece,pur sapendo che avrebbe dovuto tenerlo lontano da se,se lo tenne vicino,fino a quando però non furono catturati. Fu allora che lo fece scappare,di notte,anche se c'erano molte guardie a sorvegliare lì intorno. Ma Jack era talmente piccolo che non avrebbero mai potuto scoprirlo. Al bambino dispiaceva lasciare sua madre e la sua famiglia,ma era stata lei a insistere. Lo aveva fatto per farlo mettere in salvo,almeno lui. Quando si era appena allontanato di pochi passi dal campo,sentì uno sparo. Gli occhi verdi si riempirono di lacrime:sapeva cosa era appena accaduto,sua madre era stata uccisa,assieme al resto della sua famiglia. Non avevano aspettato la mattina,avevano preferito ucciderli subito. “Devo essere forte” si era detto il bambino e,dando le spalle al campo,iniziò a correre e scomparve nella notte.
E arrivò fin lì,in quella piccola radura.
Le alucce di Jack svolazzavano da sole come se avessero vita propria. Il bambino dannato si mise una mano dietro la schiena per toccarsele,ma subito la ritrasse:quelle schifose ali nere(come le indicava lui)gli facevano impressione.
Non aveva più voglia di piangere,ma si sentiva confuso.
Una cosa era certa,non poteva starsene tutta la notte nel bosco,avrebbe dovuto trovare una sistemazione. Si alzò da terra e ricominciò a camminare in mezzo al bosco,lasciandosi la piccola radura alle spalle. Era quasi l'alba quando il bambino raggiunse una vecchia casa.
Vecchia non era proprio il termine giusto,diciamo che era antica. Era ancora in buono stato e sembrava disabitata. Deglutendo,Jack si avviò sui piccoli gradini davanti alla casa,per poi aprire la cigolante porta. Dentro era buio,non si vedeva niente. I mobili e tutto l'arredamento erano coperti da un nylon bianco. Jack provò a sollevarne uno,ma appena lo tirò su,un nugolo di polvere si sparse per la stanza. Tossendo,il bambino rimise a posto il telo,per poi continuare a esplorare la casa.
Era vero che la casa sembrava disabitata,eppure.....I passi del bambino erano arrivati anche alle sottili orecchie di due strani esseri. Viso dai lineamenti delicati,orecchie a punta....Non c'era niente da dire:erano due elfi. “Nadir,cosa pensi che sia?”domandò l'elfo dai lunghi capelli argentei e gli occhi azzurri. Indossava una lunga tunica verde smeraldo,dai ricami argenti in fondo. “Non lo so Narì”rispose Nadir,che al contrario del fratello aveva i capelli corvini,ma anche lei aveva gli stessi dolci occhi azzurri. “Andiamo a vedere”propose Narì. I due elfi si incamminarono lungo il corridoio buio,Nadir teneva una candela davanti a se. I passi di Jack si facevano sempre più intensi,e i due elfi avevano quasi paura.
“Chi c'è la?”domandò Jack spaventato,gli occhi verdi spalancati per tentare di vedere qualcosa al buio. Avanzò a tentoni,dato che non aveva ne una candela ne altro con se.
“Lo sento”disse Narì”è vicino”
Jack vide una luce spuntare dall'angolo del corridoio. Deglutendo spaventato,si nascose dentro una stanza.
“qui non c'è nessuno”disse Nadir,guardandosi intorno “è impossibile”ripose Narì”ci deve essere qualcuno,non ce li siamo mica sognati no?” “no di sicuro”rispose Nadir,continuando a tenere alta la candela”ci sarà qualcuno,oppure sarà solo un animaletto del bosco” “e secondo te un animaletto del bosco fa tutto questo rumore?”domandò Narì”allora più che un animaletto,era un animalone!”
“oh finiscila Narì!”esclamò Nadir,proseguendo lungo il corridoio. Appena fu sicuro che i due elfi se ne fossero andati,Jack uscì dal suo nascondiglio “ma chi...o meglio cosa diavolo erano?”si domandò
Non fece in tempo a fare due passi che vide di nuovo la luce della candela spuntare da dietro l'angolo,e di nuovo scomparve dentro la stanza.
“Nadir,ma cosa guardi?”domandò Narì”qui non c'è nessuno” “ti sbagli Narì,qui c'è qualcuno,ma si nasconde”rispose Nadir. Narì alzò le spalle:a volte la sorella era una vera testarda
Jack intanto,aveva capito che quei due erano elfi,e c'era una cosa che aveva già imparato su di loro:avevano un udito molto,anche troppo,fine.
I due elfi girarono tutta la casa,non riuscendo però a scovare il piccolo Jack,dato che si era nascosto per bene. “ci rinuncio”Nadir appoggiò la candela sul ripiano di un vecchio tavolo,mentre il fratello si sedeva su una vecchia poltrona,accanto a lei. All'improvviso,un forte rumore spezzò la quiete di quel momento. Narì e Nadir si guardarono spaventati,per poi correre lungo le scale,diretti al piano superiore,nella stanza dalla quale era venuto quel rumore. Narì accese la luce,e la scena che videro,fu abbastanza,anzi molto comica:il piccolo Jack intrappolato nelle tende di un vecchio letto a baldacchino. Era un groviglio tremendo e più il bambino si dimenava,più le tende si ingarbugliavano attorno al suo corpo. “ma....è un bambino!”L'elfa corse verso di lui,aiutandolo a districarsi dal groviglio “Nadir.....sei sicura che sia un bambino?”domandò Narì,non tanto convinto
“ma certo”rispose Nadir”e perchè non dovrebbe esserlo?” “un bambino normale ti pare che abbia le ali nere come quelle dei vampiri?”Narì tranquillo si sedette sul letto osservando la sorella che intanto aveva aiutato il bambino ad alzarsi. Nadir si mise le mani sulla bocca,soffocando un grido:aveva visto le ali nere di Jack. “cosa ti avevo detto?”domandò Narì,in tono placido,osservando il volto della sorella che in quel momento si era voltata verso di lui “Oh dio....cosa....cosa...”Nadir non riusciva a parlare,gli occhi azzurri le si stavano riempiendo di lacrime argentee “mi sono spuntate queste due ali”rispose Jack. Per la prima volta aveva fatto sentire la propria voce “fammi vedere” Narì si era alzato di scatto dal letto,si era avvicinato al bambino e gli aveva sollevato la manica del maglione “come temevo”mormorò,fissando gelidamente il bambino. Lo voltò di schiena e osservò le due ali:spuntavano direttamente dalla pelle. Si allontanò da lui “Nadir,questo bambino è....è....maledetto” L'elfa si voltò di nuovo verso il bambino “come maledetto?”domandò,la voce rotta da un leggero singulto “è maledetto,ha sul suo corpo la stella nera”rispose Narì “La stella nera?”domandò Nadir. Jack era confuso quanto lei
“la stella nera,è il marchio che viene inflitto ai vampiri dannati”rispose Narì,spostando lo sguardo dalla sorella al piccolo Jack,che si aggrappava alla tunica dell'elfa,spaventato “Di sicuro quel bambino è stato morso da un vampiro quando era piccolo,e gli hanno inflitto quella stella sul corpo”
Gli occhi di Jack si riempirono di lacrime. “No piccolo non piangere” Nadir lo prese tra le braccia e lo coccolò come se fosse stata sua madre “Puoi dirci il tuo nome?” “Jack”rispose il bambino tra i singhiozzi “Bene Jack” disse Narì alzandosi dal letto e avvicinandosi con un sorriso al bambino”vorresti raccontarci la tua storia?” Il bambino li fissò “Si” rispose con un sorriso.

Fine capitolo 1°
Ditemi che ne pensate!!!!
 
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