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MANGA.IT FANFIC
Categoria: Manga e Anime
Dalla Serie: Loveless
Titolo Fanfic: DENTRO UN SOGNO...
Genere: Romantico, Erotico
Rating: Vietato Minori 18 anni
Avviso: Shounen Ai, Yaoi/Yuri/Slash/FemSlash, Lemon, One Shot
Autore: maillove galleria  scrivi - profilo
Pubblicata: 11/04/2009 23:47:24

FF nata dalla curiosità di sapere cosa sarebbe potuto accadere la sera in cui si conclude l'ultimo ep. di Loveless!^__^
 
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... CON TE...
- Capitolo 1° -

-Tutti i personaggi di questa storia sono maggiorenni, i fatti e i personaggi non sono esistiti o esistenti-


Lo fissai un'altra volta negli occhi e insistetti.
-Allora? Se Seimei tornasse in vita e ti ordinasse di uccidermi tu lo faresti... vero? Eh Soubi?!-
Cercai di trattenere le lacrime il più possibile, ma quella rabbia impazzita scavò nella mia volontà, lasciando fuoriuscire un pianto incontrollato.
-Probabilmente...-
A quella parola non riuscii a rimanere impassibile.
L'uniche parole che pronunciai furono due.
-Lo sapevo-
Mi mossi, e lo sfiorai, passandogli accanto.
Volevo scappare, urlare, piangere, sfogarmi... tutto, tranne che vedere i suoi occhi di ghiaccio.
Percorsi qualche metro di corsa, poi sentii la sua mano affusolata afferrare il mio esile polso. Lo teneva con forza per impedirmi di andarmene, ma allo stesso tempo, nei suoi sguardi e nei suoi gesti infondeva tanta tenerezza e tanta gentilezza da sciogliere il cuore di chiunque... tranne ovviamente il mio.
Avevo sentito troppe bugie uscire dalla sua bocca, troppi "Ti amo" detti con tale superficialità da non poter essere veri... infatti era così... era solo un ordine dato a Soubi da Seimei...
Mi sentii trascinare contro il suo petto. Cercai di liberarmi, anche se non volevo realmente. I suoi abbracci erano così rari, e così dolci. Era capitato più spesso che mi baciasse piuttosto che tenermi stretto fra le sue braccia.
Il suo petto era così caldo, anche se non avevo mai avuto l'occasione di poterlo sfiorare se non attraverso una massa di vestiti.
-Obbedirei... ma prima mi ucciderei... perché non potrei vivere senza di te Ritsuka-
Forse anche quella era una bugia. Ma cadevo sempre nei suoi tranelli. Perché quando mi parlava aveva una voce così sensuale, da non farmi più concepire nulla attorno a me.
Strofinai il volto contro la sua giacca, come per asciugare le lacrime che avevano cessato di scivolare, e chiudendo gli occhi sospirai.
-Che stupido...-
Mi scostò dolcemente, prendendomi per mano.
-Ti accompagno a casa...-
Sorrisi e mi misi a camminare.
In realtà non sapevo che impressione avremmo potuto fare a un qualunque passante... forse saremmo potuti sembrare padre e figlio, zio e nipote, ma mai ci avrebbero potuti considerare due persone che si amavano.
-Soubi, mi chiedevo se è sbagliato che io e te abbiamo un rapporto... insomma... un rapporto così-
Potei scorgere un lieve sorriso sul suo volto.
-Intendi come compagni?-
Accennai un sì, e tornai a osservare i suoi occhi.
-Beh Ritsuka... interessa a te o a chi ci vede? Siamo noi due che abbiamo un rapporto... non le persone estranee a noi... correggimi se sbaglio-
-No... il tuo ragionamento non fa una piega-
Camminammo per un altro po'. Le nostre mani si erano finalmente sciolte, ma un suo braccio mi cingeva le spalle, andando ad accarezzare le mie orecchie da gatto. Ora che amavo qualcuno, forse sarebbero svanite?
Arrivammo davanti casa, e ci fermammo.
Soubi si chinò verso le mie labbra, ma portando le mani davanti il volto lo feci fermare.
Balbettai leggermente, ma finalmente riuscii a chiederglielo...
-Volevo chiederti se stanotte mi faresti compagnia... sai ultimamente non riesco a dormire, e magari se ci sei tu...-
-Sleepless? Ancora loro?-
-Non credo sia a causa loro... e poi non li vediamo da tanto tempo...-
Afferrai la sua giacca, e la tenni stretta tra le mani, come se avessi paura che potesse scappare, e scomparire un’altra volta.
Sorrise un'altra volta, e prendendomi il mento tra l'indice e il pollice lo avvicinò alle sue labbra.
-Allora sali e apri la finestra...-
Scossi il capo liberandomi dalla sua stretta.
-No... puoi entrare tranquillamente con me dalla porta principale... fino a domani sera non ci sarà nessuno a casa, quindi...-
Ricordo di aver avvertito un brivido dietro la schiena, e di essere leggermente arrossito in volto.
-Ahhh Ritsuka... ti sto facendo diventare un cattivo bambino...-
Sospirò, fingendo di avere l'aria colpevole.
Lo precedetti, aprendo la porta di casa, e accendendo le luci del corridoio.
-Tu hai fame Soubi? Perché io non ne ho... ma se vuoi mangiare c'è qualcosa in frigorifero...-
-In effetti ne go un po‘...- Sorrise perdendosi nei miei occhi, anche se in realtà non ho mai capito cosa ci trovi Soubi di affascinante...
-Allora mangia quello che vuoi... io sono in bagno... vorrei fare una doccia, prendi pure tutto il tempo che ti serve...-
-Ma Ritsuka-chan, se so che sei in bagno nudo, e sei piccolo e indifeso potrebbero denunciarmi per pedofilia per le azioni che potrei compiere...-
-Cosa diavolo dici?!?!-
Rise ironicamente rispondendo che era evidente che stesse scherzando...

Mentre ogni singola goccia d'acqua calda bagnava il mio corpo, pensai al suo volto. E non nascondo che una parte del mio cervello temeva sul serio che sarebbe potuto comparire di soppiatto alle mie spalle, e fu per questo che la considerai la doccia più terrorizzante della mia vita.
Entrai in camera, indossando un pigiama blu, portandomi dietro anche l'asciugamano.
Non era nella mia stanza, eppure le luci di sotto erano completamente spente.
Poggiai l'asciugamano umido sulla sedia, e osservai le fotografie appese nella piccola bacheca.
Forse la proposta ambigua che avevo fatto a Soubi, poteva suonare come qualcosa di malizioso e proibito, ma dopotutto il mio intento non rientrava in nulla del genere. Era vero, volevo la sua compagnia, almeno quella notte, perché non riuscivo a chiudere occhio e anche se non era mia intenzione che accadesse qualcosa quella sera, non riuscii a giurare nemmeno a me stesso che quella notte sarei rimasto totalmente casto.
Dopotutto Soubi mi attraeva sotto ogni punto di vista... caratteriale e sopratutto fisico.
Forse il pervertito ero io e non lui.
-Quanto sei bello quando esci dal bagno… -
Comparve alle mie spalle, stringendomi a se, e cominciando a depositare piccoli baci sul mio collo umido. Cosa avrei potuto fare se non chiudere gli occhi e iniziare a gemere come un forsennato?
Credo che quella reazione stupì anche Soubi, che probabilmente si aspettava un comportamento totalmente diverso da me…
-Soubi…- Sospirai voltandomi e fissandolo negli occhi. Dio quant’era bello!
Provai ad avvicinarmi alle sue labbra, sentendo un irrefrenabile voglia di baciarlo, ma avevo anche paura, perché quella sarebbe stata la prima volta che “io” lo baciavo.
-Posso…?- Chiesi avvicinandomi ancora di più. Non lo feci neanche rispondere, che, cercando di imitarlo, insinuai la mia lingua attraverso le sue labbra. Era giusto ciò che stavo facendo?
Non era sbagliato? Questa cosa non si chiamava pedofilia?
No… non stavo commettendo alcun errore. Io lo amavo, e Soubi non stava assolutamente provando a fare qualcosa senza la mia volontà. All’improvviso capii che quella notte, qualcosa sarebbe successo inevitabilmente. Chiusi gli occhi, allungando le braccia e cingendole attorno al suo collo, rincorrendo la sua lingua, che aveva incominciato a partecipare a quel gioco passionale e totalmente proibito.
Mi fermai qualche secondo, giusto per riposarmi, dato che baciare in punta di piedi era più che faticoso.
Ma Soubi non perse tempo. Probabilmente capì subito qual’era il problema, e gentilmente, si inginocchiò, facendo arrivare la sua testa all’altezza delle mie spalle.
Lo guardai stupito, e poco dopo sorrisi maliziosamente. Mi chiesi se quella persona era davvero Aoyagi Ritsuka… Io riguardo quelle cose ero assolutamente disciplinato e serio, a volte anche freddo, eppure Soubi era riuscito a trascinarmi nel suo vortice di pazzia, passione e perversione.
Presi il suo viso scolpito tra le mani, Ma invece di lasciarmi ancora le redini del gioco, cominciò lui a giocare con il mio corpo. Prese a mordicchiarmi il lobo dell’orecchio sinistro, facendomi ansimare.
Leggermente e molto piano, scivolò sulla giacca del pigiama, e non perdendo di vista i miei occhi, sbottonò la camicia blu, e sfilandomela dolcemente, accarezzò il mio petto senza alcuna barriera.
Gemetti un altra volta. Le sue dita... così calde... così dolci... non avrebbero mai potuto farmi del male...
Scivolò ancora più giù, fino ad arrivare all'elastico dei pantaloni.
Sussultai di paura, quando sentii la sua mano sfiorare il mio basso ventre, e con preoccupazione poggiai una mano sulla sua poggiata sul mio corpo.
-Non vuoi?- Quegli occhi da cerbiatto... mi facevano impazzire...
-No... ma fai tutto con cautela- Sospirai chiudendo gli occhi un'altra volta. Potei sentire le sue labbra sulla mia fronte, e lentamente la sua mano ritornò a sfilare anche i pantaloni.
Avevo freddo e mi vergognavo in una tale maniera! Ma il peggio arrivò quando Soubi, mentre riprendeva a baciare il mio collo, cominciò con l'altra mano a massaggiare la pelle sotto i miei boxer bianchi. Il mio viso era arrossato, e la mia voce era spezzata dai gemiti continuii.
Infilò la mano sotto la stoffa, e prese a muoverla con movimenti verticali dal basso verso l'alto. Prima che potessi venire con un gemito, sfilò anche quella barriera, diventata ormai fastidiosissima, e invece di proseguire con quel movimento, si chinò, stuzzicando la punta del mio membro, fino a nasconderlo nella sua bocca. Il movimento aveva ripreso, ma questa volta era ancora più piacevole, dato che non si trattava delle sue mani, bensì delle sue labbra.
Non riuscii a trattenermi. Venni urlando, e vergognandomi di avere un orgasmo proprio nella sua bocca. Ma a lui non sembrava dispiacere. Prese a baciarmi sorridendo e accarezzandomi le orecchie da gatto e la coda che compariva da dietro il mio corpo.
Quella era la prima volta che venivo... non mi era mai successo, e a differenza dei ragazzi della mia età non avevo mai provato a fare quella cosa che loro chiamavano "masturbazione"...
Era una sensazione così piacevole, così dolce, passionale, perversa... Mi aggrappai al suo collo, per trattenermi, gettando respiri caldi e umidi sulla sua spalla.
Pensavo fosse finita là, ma in realtà quella notte avrei provato cose ben più complete del rapporto orale, con Soubi.
-Ce la fai a proseguire?-
Accennai un si con il capo, anche se non sapevo cosa mi stesse aspettando...
Sapevo benissimo come si svolgeva un rapporto sessuale tra un uomo e una donna, ma tra due uomini come funzionava?
Mi prese in braccio, avvolto nella mia nudità, e mi poggiò dolcemente sul letto. In effeti era scomodo stare sul parquet di legno.
Quando Soubi incominciò a sfilare la giacca e la camicia, rimanendo solo con i suoi pantaloni, mi balenò in mente un possibile modo in cui lo avrebbero fatto. Sotto, vicino alla coda c'era una cosa in cui...
Arrossii tremendamente, immaginando la scena. Io accaldato e Soubi che procedeva a spinte calibrate ma piacevoli.
Preso dall'imbarazzo, mi coprii con le lenzuola, e desideroso di avere una risposta provai a chiederlo a Soubi.
-Nee Soubi-kun? Com'è che si fa... tra... be... adesso come si va avanti?- Nascosi il viso sotto le lenzuola e attesi una sua risposta. Non sentii nulla, ma all'improvviso percepii un peso sdraiarsi su di me. Sbirciai fuori, e vidi gli occhi di Soubi fissarmi incuriositi.
Sentii anche qualcosa puntellarmi la gamba nascosta sotto le coperte, e gettando lo sguardo in giù, vidi una sagoma provenire dalle gambe di Soubi, che purtroppo strusciava proprio contro la sua.
-Lascia che ti mostri Ritsuka-chan-
Lo vidi accovacciarsi tra le mie gambe, e sollevarle leggermente. Quando fui in grado di rimanere in quella posizione da solo, Soubi mi guardò in viso, rassicurandomi, e dicendomi che avrebbe fatto piano. Accarezzò con una mano la mia apertura,per abituarmi mi disse, scostando leggermente la coda che si infiltrava dappertutto muovendosi impazzita, dopotutto stava rispecchiando il mio stato d'animo.
Poco dopo, sentii una presenza assolutamente estranea sfiorarmi, e ben presto capii di cosa si trattava. Stava entrando... dunque le mie supposizioni erano esatte. Strinsi i denti, cercando un appiglio tra le coperte. Faceva male, e quell'intrusione era più che fastidiosa! Involontariamente, lasciai scivolare due lacrime che mi rigarono il volto. Le mani di Soubi mi vennero incontro, intrecciando le sue dita con le mie per darmi conforto.
Procedette con spinte calibrate, dolorose, ma che presto cominciarono a darmi lo stesso piacere di prima. Notai che anche lui adesso, stava provando gusto in quell'atto.
Le spinte si fecero più continue e profonde, e sopratutto molto più piacevoli. Il primo a venire fui io. Una sostanza biancastra sporcò il petto di Soubi, che forse, eccitato da quella presenza, venne subito dopo dentro il mio corpo.
Esausto quanto me, si sdraiò sul mio petto ansimando.
Cinsi il suo capo, cominciando a carezzargli i capelli lunghi e biondi.
Preso da un irrefrenabile pazzia, capovolsi le posizioni, sistemandomi a cavalcioni su di lui. Lo guardai sorridendo, e scivolando in giù, per andare a cercare il suo membro.
Lo tenni stretto tra le mani, sporcandomi di quella stessa sostanza, e incominciai a fare ciò che aveva fatto poco prima lui sul mio...

***********

Lo guardai incuriosito. Non sembrava neanche Ritsuka. Non gli dissi nulla, perché sapevo che si sarebbe arrabbiato, e lo lasciai proseguire nella sua prima tortura.
Avevo già avuto rapporti così con Saimei, ed ero ormai abituato a quel piacere, e a nasconderlo, ma con Ritsuka era diverso...
Quello che una volta accadeva tra me e Saimei era un atto puramente sessuale e masochistico, e non c'era mai vero amore in quei gesti.
Invece, nonostante fosse la sua prima volta, Ritsuka ci mise tutta la dolcezza, l'amore, e il romanticismo che poteva, come feci anche io dopotutto.
Vedere le sue orecchie diritte sulla sua piccola testa, e la sua coda eccitata, comparire da quel suo minuscolo corpicino, mi faceva provare ancora più piacere di prima...
Forse stavo davvero cominciando a provare qualcosa per il mio piccolo sacrificio...

***********

Una volta terminato, e assaggiato il suo seme, che trovai assolutamente squisito, mi accoccolai accanto a lui, coprendo rispettivamente me e lui con le lenzuola.
Mi abbracciò teneramente, baciandomi e accarezzandomi.
-Soubi... i-io ti amo...-
Era stranamente sorpreso, ma subito dopo sorrise evitando qualsiasi parola.
-Soubi... io vorrei che tu mi amassi...- Chiesi chiudendo gli occhi e nascondendo il viso tra le sue braccia.
-E' un ordine?-
-No... vorrei che la cosa venisse dal tuo cuore... se mi ami davvero dimmelo questa volta... seriamente-
Ci fuorono alcuni attimi di silenzio, e sul serio temetti che Soubi non avrebbe detto nulla, ma la sorpresa arrivò quando lo sentì sospirare.
-Ti amo Ritsuka... dal profondo del mie cuore-

In quel momento ero felice.
Sarei stato felice con Soubi numerose altre volte, nei posti più strani, e sempre più appassionatamente, ma quella fu la volta che mi rimase più impressa nel cuore e nella mente...
L'unica cosa a cui non pensai furono le orecchie, che a mia insaputa, avrei abbandonato proprio la mattina seguente...

°*The End*°

 
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VOTO: (2 voti, 3 commenti)
 
COMMENTI:
Trovati 3 commenti
damadipicche - Voto: 24/03/13 16:06
Sono felice di aver trovato finalmente una fanfiction in italiano con rating rosso su Soubi e Ritsuka. *_* Ammetto che la differenza tra i due sia troppa, e Ritsuka troppo piccolo: un bambino. Però cerco di perdonare questo sesso precoce dato che amo la coppia! Brava.
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kirajulie 28/06/09 21:23
waaaaaaaaaaaaa bellissimo anche me voleva ke finisse cosi complimenti * me al settimo cielo*
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somebodyhelpme - Voto: 12/04/09 15:59
non ci sono parole ke posso dire xdescrivere quello ke penso su questa fanfic...è bellissima,stupenda!!!!
la adoro, loveless è un anime ke mi è sempre piaciuto è questo sarebbe stato un bellissimo finale!!
Complimenti
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